ALBANIA, DOVE OSANO LE AQUILE

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Un piccolo paese sul Mediterraneo, un po’ mare Adriatico e un po’ mar Ionio, un piccolo paese balcanico, dove si respira già molta cultura ellenica ma anche tanto vento fresco dell’Oriente… il paese delle aquile, l’Albania.

Un paese molto accogliente, territorialmente poco più grande della Lombardia, ma per certi versi faticoso e impervio da girare, dove le strade si possono spesso definire vere e proprie mulattiere, dove la storia ha lasciato segni molto tangibili, a cavallo tra la cultura della Grecia antica e i residui della dominazione Ottomana, dove le bellezze naturali la fanno da padrone. Un paese dove sono molto evidenti i segni lasciati nel secolo scorso dal regime comunista, ma anche quelli tipici della cultura architettonica del nostro fascismo anni ’30 che qui trovò ampio spazio, fino ai devastanti esempi della speculazione edilizia degli anni ’90.

Quello che più colpisce però sono i colori della terra, del cielo, dei boschi, dei prati, del mare… raramente ho trovato una così ampia varietà di paesaggi, un concentrato così variegato di tonalità, sfumature, variazioni cromatiche, gusti e profumi.

In Albania fai 50 km e, a parte il fatto che magari in auto ci impieghi anche più di due ore, ti vedi passare innanzi tre, a volte quattro o persino cinque tipologie diverse di paesaggio, dalla rude e aspra pianura che quasi rasenta il deserto, alle vallate colorate e impreziosite dai verdissimi boschi fioriti fino alle rocciose montagne della zona centrale per arrivare poi improvvisamente all’azzurro intenso del mar Ionio, senza dimenticare il verde corallo dei suoi magnifici e grandiosi laghi.

Uno spettacolo naturale continuo!

E anche Tirana… una capitale piccina piccina che quasi la giri tutta a piedi, con una periferia parecchio squallida fatta di case che in molti casi si possono tranquillamente definire baracche, ma anche con una parte centrale più moderna, molto interessante, viva, con le case di mille colori, culturalmente attraente e con una ricca storia che vale sicuramente la pena di conoscere.

E poi la gente, sempre accogliente, disponibile, pronta ad aiutarti se sei in difficoltà, quasi a smentire coi fatti tanti luoghi comuni che noi “occidentali evoluti” abbiamo alimentato negli anni.

Certo, magari non è tutto così meravigliosamente bello come ho scritto, alcune cose lasciano perplessi, fanno sicuramente riflettere… ci sono aree in cui servizi sono ancora molto arretrati per non parlare delle infrastrutture, a cominciare dalle strade che lasciano alquanto a desiderare, in alcune zone lo stato di degrado e abbandono è evidente, si percepisce che il progresso, quello vero, quello occidentale, è una roba ancora lontana da venire… ma non lontanissima, sono convinto che tra qualche anno, e francamente non penso neanche molti, anche questi aspetti, attualmente derivanti soprattutto dal basso livello reddituale medio, saranno migliorati e allora anche l’Albania si potrà presentare come un paese turisticamente evoluto, con strutture e soprattutto infrastrutture di livello “europeo”, con un “appeal” culturale e paesaggistico molto elevato. Ma magari, chissà… forse sarà meglio averla vista l’Albania, con le sue ambiguità, con le sue tradizioni ancora vive, con la sua affascinante mediocrità e le sue difficoltà ma anche con le sue bellezze naturali ancora incontaminate, davvero una bella sorpresa!

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